ti trovi in: Home Page - Biblioteca - I Quaderni - Quaderno n. 20 -
Nel quadro degli impegni assunti nella definizione del ”Piano nazionale d’Azione per l’inclusione sociale 2003-2005”, le Misure per il sostegno alle persone con disabilità sono state inserite tra le priorità su cui intervenire nel triennio di riferimento.
L’integrazione delle persone disabili, ed in particolare la loro integrazione professionale, risultano anche tra gli obiettivi della Strategia nazionale per l’Occupazione. Tale attenzione è stata senz’altro sollecitata dal forte impulso dato dalla Commissione Europea con la promozione dell’Anno europeo 2003 dedicato alle persone disabili.
L’Italia, peraltro già forte di un quadro di riferimento normativo certamente all’avanguardia, ha ritenuto di dover promuovere ulteriori azioni in favore della tutela e promozione dei diritti delle persone disabili per assicurare la concreta implementazione delle leggi vigenti, tra cui in primo luogo la legge 104/92 e la legge 68/99, e per completare tale quadro con l’approvazione di alcuni nuovi testi di legge finalizzati a garantire l’accessibilità alle ICT e l’introduzione di nuovi principi in materia di tutela giuridica.
Tale impegno è stato testimoniato a livello internazionale con il premio “Franklin Delano Roosevelt Disability Award”, assegnato all’Italia per aver favorito la tutela e la promozione dei diritti dei cittadini disabili contro ogni forma di discriminazione migliorando le loro condizioni di vita, e costituendo, dunque, un esempio da imitare da parte delle altre nazioni. Nella motivazione ufficiale dell’assegnazione del premio è stato evidenziato come la legislazione italiana nel corso degli anni, oltre ad aver favorito l’inserimento di tali persone nel sistema scolastico e nel mondo del lavoro, abbia stimolato e sostenuto iniziative dirette ad agevolarne la partecipazione alle attività sportive, culturali e ricreative, promuovendone l’autonomia. Il ruolo ed il peso che le nuove tecnologie hanno avuto, ed ancor più avranno, nel perseguire questi obiettivi di non discriminazione sono determinanti.
Molta attenzione è stata posta al tema della e-inclusion. Il Ministero del lavoro ha assicurato il proprio contributo alla definizione della legge n. 4/2004 e del successivo schema di regolamento e ha partecipato attivamente ai lavori delle commissioni competenti. Ciò anche in coerenza con gli sviluppi intervenuti a livello europeo in tale ambito, considerato oramai strategico per favorire i processi di inclusione sociale di tutti gli individui che vanno di pari passo con lo sviluppo delle economie in una società basata sulla conoscenza e sull’investimento nel capitale umano.
Il Ministero inoltre ha sostenuto la realizzazione di alcuni specifici progetti, tra cui quello relativo al Portale SIVA sulla tecnologia assistiva e il Progetto “NavigAbile”. Quest’ultimo è stato promosso insieme con la Fondazione Accenture ed altri Partners, allo scopo di valorizzare le potenziali abilità, soprattutto di bambini e ragazzi con difficoltà di comunicazione e di relazione, tramite software che migliorano l’accessibilità e la lettura dei siti web e quindi le loro capacità di apprendimento. Il progetto prevede anche incontri informativi con le famiglie allo scopo di renderle maggiormente consapevoli delle opportunità offerte dalle ICT ai giovani disabili. “NavigAbile” ha l’obiettivo di realizzare, validare scientificamente e rendere disponibili un insieme di servizi volti, da un lato, a migliorare l'accessibilità del web e dei suoi contenuti e, dall’altro, a fornire strumenti di comunicazione e relazione.
Questi servizi sono indirizzati a persone con disabilità di diverso tipo, prioritariamente a quelle in età evolutiva, e permettono di recuperare, valorizzare e potenziare le abilità possedute, con particolare riferimento a quelle relazionali e di comunicazione, e di ridimensionare, quando non di eliminare, le “barriere elettroniche” del web.
I primi destinatari della sperimentazione sono bambini e ragazzi con disabilità di varia tipologia, nonché le persone loro vicine, che utilizzano strumenti di comunicazione multimodale. Gli insegnanti e gli operatori che lavorano con questi adolescenti hanno ora a disposizione un’ulteriore strumento per facilitare la comunicazione e la relazione attraverso modalità differenti e complementari di espressione.
Gli interventi per favorire l’occupazione delle persone disabili in Italia vengono predisposti in prevalenza sulla base della legge 12 marzo n. 68 “Norme per il diritto al lavoro dei disabili” [nota 10], la cui applicazione ha consentito, nel 2004, l’avviamento al lavoro di 19.036 disabili [nota 11].
Fondamentale importanza negli interventi di integrazione lavorativa hanno giocato e giocano i Servizi pubblici per l’impiego, ed in particolare i Centri per l’Impiego (CPI). Al riguardo un notevole sforzo è stato compiuto per dotare di servizi e personale idonei il maggior numero di CPI.
Ai fini di una maggiore conoscenza e puntuale applicazione della normativa vigente il Ministero del lavoro ha realizzato anche una serie di iniziative finalizzate a diffondere le informazioni più significative sulle modalità di funzionamento del collocamento mirato: spot radiofonici e televisivi; spazio informativo e interattivo sul sito web istituzionale; materiale promozionale; attività di ricerca e consulenza per l’individuazione di ausili; attività di consulenza e supporto ai Centri per l’impiego nella gestione del collocamento obbligatorio; individuazione e trasferimento di buone prassi.
Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nell’ambito di una più ampia strategia volta a favorire lo sviluppo dei processi di occupabilità delle fasce svantaggiate della popolazione, anche in coerenza con le priorità dall’Unione Europea, ha promosso, inoltre, il progetto “Sviluppo Territoriale ed Inclusione Sociale – La sperimentazione dell’inserimento lavorativo con l’art.14 del DLgs 276/03” denominato “LINCS”, che si ispira al nuovo strumento normativo.
L’articolo 14 prevede infatti la possibilità che, "al fine di favorire l'inserimento lavorativo dei lavoratori svantaggiati e dei lavoratori disabili", i Centri per l'Impiego stipulano con i partners del mercato del lavoro (associazioni imprenditoriali e sindacati) e con le cooperative sociali (di tipo B) convenzioni quadro su base territoriale aventi ad oggetto il conferimento di commesse di lavoro alle cooperative sociali da parte delle imprese.
Il progetto “LINCS”, la cui gestione è stata affidata ad Italia Lavoro ed il coordinamento ad uno specifico gruppo di pilotaggio costituito da rappresentanti delle istituzioni, enti associazioni ed altre organizzazioni coinvolte nell’iniziativa [nota 12], intende procedere alla verifica dell’applicabilità e dell’efficacia dell’art.14 della legge di riforma del mercato del lavoro mediante la sperimentazione, in diversi contesti territoriali, delle fasi che caratterizzano il processo di elaborazione, applicazione e gestione della convenzione quadro che regola l’utilizzo del provvedimento normativo. In questo contesto le nuove tecnologie, sia come strumento di gestione e di efficienza sia come opportunità di riqualificazione professionale, costituiscono un validissimo aiuto per le politiche di non discriminazione nei confronti delle categorie deboli.
Il progetto “LINCS”, di carattere sperimentale, ha l'obiettivo di monitorare il percorso attuativo dell'articolo 14 attraverso l'individuazione e la messa in atto di procedure e di prassi gestionali finalizzate ad un più efficace inserimento lavorativo delle persone disabili e di altre fasce di soggetti svantaggiati; il progetto si propone, inoltre, di promuovere lo sviluppo di azioni a livello territoriale, nonché di verificare le condizioni di successo o di criticità relative all'applicazione delle previsioni normative.
Per la buona riuscita delle sperimentazioni nelle diverse aree territoriali, il progetto prevede, fra l’altro, la promozione di alcune azioni di sostegno (analisi preliminari e di contesto, pacchetti formativi, ecc.) che potranno rappresentare delle buone pratiche da trasferire successivamente e replicare su tutto il territorio nazionale.
Il Ministero, per favorire l’inserimento nel mondo del lavoro dei disabili, ha sperimentato anche il nuovo modello proposto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per la classificazione internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute, denominato ICF. La metodologia dell’ “International Classification on Functionning of Healt and disability” (ICF), adottata dal Ministero del Welfare e applicata attraverso un apposito progetto pluriennale da Italia Lavoro (agenzia tecnica del Ministero), introduce una diversa classificazione della disabilità, varata dall’Organizzazione mondiale della sanità nel 2001 e recepita da 191 Paesi nel mondo. Questo nuovo criterio di valutazione permette di ribaltare il vecchio concetto, basato su ciò che il disabile non può fare, e di valutare invece ciò che egli può fare. Tale sistema, nella concreta attuazione delle leggi sull’inclusione sociale e lavorativa, consente di offrire ai disabili nuove opportunità di inserimento.L’approccio adottato evidenzia come chiunque nella vita possa ritrovarsi in una situazione di disabilità. In Italia sono circa 500mila gli iscritti al collocamento obbligatorio nelle varie categorie della disabilità, ma secondo l’Istat altri 500mila dichiarano di avere problemi e di soffrire una riduzione di autonomia, mentre ulteriori 2 milioni potrebbero esserne investiti seppure saltuariamente. Il primo obiettivo del ministero è stato quello di formare rapidamente gli operatori dei Servizi per l’impiego all’utilizzo della nuova classificazione nel processo di inserimento lavorativo dei disabili. Sono stati attivati 19 corsi con 1.400 partecipanti (884 nei corsi base, 514 in quello avanzato) che hanno registrato la presenza di servizi Asl, Centri per l’impiego, Servizi specialistici, Cooperative sociali, Commissioni provinciali tripartite, Coordinamenti provinciali per il collocamento mirato, medici del lavoro e referenti istituzionali regionali, provinciali e comunali. Il progetto prevede una serie di sperimentazioni in territori con buone prassi per la presenza di servizi di inserimento lavorativo e dei sistemi di cooperazione sociale. Protagonisti associazioni imprenditoriali, cooperative sociali di tipo B e sindacati, insieme alle associazioni dei disabili e alle loro famiglie, a sindacati a responsabili di enti locali e strutture dedicate allo sviluppo delle politiche attive del lavoro.
Nel corso del 2004, in continuità con gli interventi intrapresi negli anni precedenti sulle problematiche della “non autosufficienza” e del “Dopo di noi”, si è data piena attuazione alla Direttiva 23 settembre 2003 “Finanziamenti per la realizzazione di progetti sperimentali, di cui all'art. 41-ter della legge 5 febbraio 1992, n. 104.” (GU n. 263 del 12 novembre 2003).
Con tale disposizione il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha inteso promuovere la realizzazione di specifici progetti sperimentali ed innovativi con l’obiettivo di contribuire alla diffusione sul territorio nazionale di buone prassi di intervento in favore di persone disabili in situazione di grave handicap prive di adeguata assistenza familiare, anche al fine di favorirne condizioni di maggior autonomia e di vita indipendente.
Uno stanziamento di 15 milioni di Euro è stato destinato agli enti locali, in forma di co-finanziamento al 50% di progetti innovativi e sperimentali relativi a piani di azione a valenza socio-assistenziale, con particolare riguardo alle strutture di accoglienza per persone con handicap grave prive di adeguata assistenza familiare; con tale iniziativa, denominata “dopo di noi”, si è inteso favorire condizioni di maggior autonomia e di vita indipendente delle persone. A fine 2004 le strutture in via di finanziamento risultavano essere 38. E’ stata avviata inoltre, nel corso del 2005, nell’ambito della convenzione tra il Ministero del lavoro e l’Università Cattolica di Milano, un azione di monitoraggio delle strutture esistenti a livello regionale destinate al “Dopo di noi”.
Inoltre nell’ambito dei progetti finanziati attraverso le risorse destinate rispettivamente alla associazioni di promozione sociale e quelle per la promozione del Volontariato, si richiamano gli interventi finanziati ai sensi della legge n. 383 del 7 dicembre 2000, la cui titolarità amministrativa compete sempre al Ministero del lavoro [nota 13]. In tale ambito i progetti destinati ai disabili hanno coinvolto negli anni di riferimento 15.287 destinatari e 887 operatori nella realizzazione di attitività ricreative, sociali e culturali; a queste iniziative si aggiungono: sostegno ed interventi socio educativi; formazione e inserimento lavorativo; informazione e diffusione. I fondi impegnati in queste attività ammontano complessivamente per gli anni 2003 e 2004, a 2.665.900 Euro.
Nello stesso ambito si ricordano anche i progetti sperimentali di volontariato, finanziati con il Fondo per il volontariato istituito ai sensi dell'art. 12, comma 2, della legge 11 agosto 1991, n. 266 (Direttive anni 2003 e 2004)[nota 14]. Negli anni di riferimento il Fondo ha impegnato la cifra di 3.500.000 Euro nel 2003 e di 1.083.473 nel 2004 [nota 15]. Le misure per il sostegno alle persone con disabilità hanno coperto tutto l’ampio ventaglio degli interventi di tipo riabilitativo e socioassistenziale. Nel complesso risultano essere stati coinvolti 209 disabili, 223 fra operatori e formatori e 18 datori di lavoro.
Il progetto “Sistema di Informazioni Statistiche sulla disabilità”, frutto di una nuova convenzione tra il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e l’Istituto nazionale di statistica siglata nell’ottobre del 2003, rappresenta il prosieguo di una proficua collaborazione avviata da anni con l’obiettivo di creare un sistema informativo integrato, basato su un set predefinito di indicatori, in grado di fornire un ampio quadro sul tema della disabilità e dell’integrazione sociale.
I risultati raggiunti con il progetto sono stati ampiamente apprezzati a livello nazionale e internazionale. Il sistema realizzato costituisce un significativo avanzamenti nello sviluppo di un quadro informativo statistico in chiave sistemica sul tema della disabilità, in quanto indispensabili per valutare le politiche attuate e programmare nuovi interventi. Il monitoraggio e l’analisi delle condizioni di salute e del grado di integrazione delle persone sono infatti strumenti cruciali per l’implementazione di politiche e servizi efficaci nella lotta contro la discriminazione e nella promozione di pari opportunità per le persone con appartenenti a categorie svantaggiate.
Nota 10: Si veda in particolare, Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Norme per il diritto al lavoro dei disabili. Seconda relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della Legge 12 marzo 1999, n. 68 2002 – 2003, Roma, 2004.[torna].
Nota 11: Fonte: Istituto per la Formazione dei Lavoratori (ISFOL) - Monitoraggio servizi per l’impiego. [torna].
Nota 12: Al gruppo di coordinamento partecipano, oltre ai rappresentanti del Ministero e di Italia Lavoro, i rappresentanti delle Regioni, dell'UPI e dell'ANCI, del CNEL e dell'ISFOL nonché delle Associazioni sindacali (CGIL, CISL, UIL) delle Associazioni datoriali (Confindustria, Confapi, Confcommercio, Confcooperative, Lega Cooperative, AGCI), delle Associazioni della cooperazione sociale, della FISH e della FAND.[torna]
Nota 13: I progetti, realizzati anche in collaborazione con gli Enti locali, sono presentati dalle associazioni iscritte negli appositi Registri, nazionale, regionali e delle Province Autonome di Trento e Bolzano, istituiti ai sensi della medesima Legge 383/2000, e sono volti a far fronte a particolari emergenze sociali ea favorire l’applicazione di metodologie di intervento particolarmente avanzate (art. 12, lett. f). In riferimento al periodo previsto per il monitoraggio, sono stati presi in considerazione i progetti ammessi a finanziamento per gli anni finanziari 2002 e 2003, in quanto le relative attività hanno preso avvio negli anni 2003 e 2004. [torna]
Nota 14: I progetti sperimentali presentati dalle Associazioni di volontariato (iscritte nei registri regionali del volontariato, di cui all’art. 6 della legge 266/1991), sono previsti dalla legge Quadro sul volontariato (art. 12, comma 1, lettera d) ), e sono approvati dall’Osservatorio Nazionale per il Volontariato (art. 12 legge 266/1991, lett. i)) che ogni anno stila e approva la Direttiva, firmata successivamente dal Ministro.[torna].
Nota 15: Le cifre si riferiscono alla disponibilità totale assegnata dal riparto del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali sul capitolo di pertinenza. I progetti finanziati sono rivolti a più utenti e alla creazione di più servizi (progetti trasversali e multisettoriali).[torna]